Decadenza e rifondazione
Le sorti della città seguirono quelle dell’impero romano; Verso il Mille venne assediata dai Saraceni che uccisero 40 monaci basiliani dell’omonimo convento; la conquista normanna portò solo un breve periodo di pace nel quale la città rifiorì. Venne distrutta, in periodo svevo nel 1232, da Federico II che ne deportò gli abitanti ad Augusta e poi ancora, tra il 1267 e il 1270, nuovamente assediata ai tempi di Corradino di Svevia dagli Angioini che espugnatala ne trucidarono gli abitanti. Centuripe fu distrutta, il sito venne dimenticato e rimase disabitato fino alla metà del XVI secolo. Nel 1408 un forte terremoto e una grande eruzione dell’Etna devastò molte zone attorno a Catania per cui alcune famiglie si rifugiarono a Centuripe tra i resti della città distrutta e vi fissarono la dimora. Fu rifondata però solo nel 1548, e prese il nome di Centorbi, dai Moncada di Adernò, dei quali rimase feudo. Venne eretta la Chiesa Madre, completata però solo agli inizi dell’Ottocento. Nel 1628 Centorbi contava circa 800 abitanti. Nel XVII secolo la Sicilia passò sotto il dominio dei Borboni che, a partire dal 19 aprile 1819, adottarono un nuovo sistema amministrativo dividendo la Sicilia in sette province: Palermo, Messina, Catania, Girgenti , Siracusa, Trapani e Caltanissetta. Centorbi fu innalzato a capoluogo di circondario e furono posti sotto la sua giurisdizione Regalbuto, Catenanuova e Carcaci. Con l’arrivo di Garibaldi in Sicilia, nel 1860, anche i Centuripini accorsero volontari; una lapide ricorda che egli ebbe a definire Centuripe “balcone della Sicilia”.
La cittadina vide un periodo di relativa prosperità in concomitanza con lo sfruttamento delle miniere di Zolfo presenti nel territorio ed oggi abbandonate. La popolazione raggiunse i 15.000 abitanti intorno agli anni venti ma con l’entrata in crisi dell’esportazione zolfifera siciliana, allora leader mondiale, iniziò la regressione demografica fino ai poco più di cinquemila abitanti odierni. Nel 1926 con provvedimento regio venne istituita la provincia di Enna e Centuripe venne aggregato ad essa con tutto il suo circondario.
L’ultima distruzione dell’abitato si ebbe, a seguito dello sbarco degli alleati nell’Isola, nel 1943 quando subì duri bombardamenti e il 3 agosto, la sua occupazione da parte degli alleati obbligò i Tedeschi ad abbandonare tutta la parte occidentale della Piana di Catania e della valle del Simeto.




